Dal 18 aprile 2018 Nicaragua sta vivendo una crisi politica come non la viveva da decenni. Dopo la riforma dell’INSS, Istituto Nicaraguense Sicurezza Sociale, che prevedeva la riduzione del 5% alle pensioni e l’aumento dei contributi da versare tanto da parte delle aziende che dai lavoratori. Le persone sono scese in piazza per protestare e da lì è iniziata la retrocessione economica.

Gli scontri armati mietono quasi 100 vittime negli utlimi 2 mesi

Dopo le prime proteste da parte di studenti universitari e cittadini, la situazione ha iniziato a degenerare partendo proprio dal 18 aprile 2018. Le principali università di Managua sono state occupate dagli studenti universitari. Occupazione delle università che poi è diventata occupazione delle strade. Sì, le strade principali del Nicaragua adesso sono occupate da Tranques, gruppo di cittadini che bloccano il passaggio ai veicoli con autobloccanti, pneumatici, rami e qualsiasi cosa possa essere utilizzato come barriera.

Durante gli ultimi mesi ci sono state quasi 100 vittime mietute tra i manifestanti, tra cui anche ragazzini di appena 15 anni.

Sono stati stabiliti diversi dialoghi tra le varie fazioni per richiedere, senza risultati, le dimissioni del presidente Daniele Ortega e del vicepresidente e moglie di quest’ultimo Rosario Murillo.

Il mancato accordo tra le parti ha portato caos, sciacallaggio, criminalità e disordine in molte città del paese. Cosa che ha colpito notevolmente lo stile di vita di molti cittadini Nicaraguensi ed espatriati in Nicaragua.

Il turismo in Nicaragua ai tempi della crisi

hotel scontanti a managua

E’ facile immaginare perché gli hotel stanno abbassando di una buona percentuale i prezzi al pubblico. Non c’è rimasto quasi più un turista nel paese. Molti hotel sono stati costretti a licenziare dipendenti e lasciare a casi i collaboratori saltuari. Ristoranti e centri turistici sono al limite della bancarotta. Gli unici stranieri rimasti in Nicaragua sono quelli che hanno già la residenza e non hanno bisogno di viaggiare verso la capitale per lavoro.

La maggioranza degli espatriati, italiani e non, stanno pensando seriamente di tornare in patria o cambiare paese in cui vivere. Sinceramente, è molto dura continuare a vivere così senza possibilità di muoversi molto, con strade bloccate e pericoli in ogni dove.

Gli atti vandalici compiuti in questi giorni stanno compromettendo città storiche come Granada e Masaya dove in quest’ultima città il famoso mercato dell’artigiano è stato saccheggiato e poi distrutto.

Principalmente il turismo in Nicaragua è formato da cittadini statunitensi con forte presenza di viaggiatori backpackers che viaggiano lungo la panamericana visitando i viari paesi del Centro America. Dopo che le varie ambasciate, in primis quella statunitense, hanno sconsigliato di intraprendere un viaggio in Nicaragua, il turismo si è bloccato.

Direi anche giustamente perché è diventato molto infattibile viaggiare per il paese. Come già detto, ci sono strade bloccate da tutte le parti.

#SOSNICARAGUA

L’hashtag “sosnicaragua” ha fatto il giro del mondo grazie ai social network come Instagram e Twitter. E’ possibile seguire gli sviluppi della situazione in Nicaragua digitando nella barra di ricerca di Instagram #sosnicaragua.

#sosnicaragua instagram

Ovviamente c’è della speculazione su questo tema anche tra le foto di Instagram. Prendete il tutto con le dovute pinze.

Il futuro del turismo in Nicaragua?

Non si sa fino a quanto durerà ma secondo alcuni sondaggi che ho fatto personalmente in Honduras, le rivolte durano quasi sempre intorno ai 2 mesi. Le persone non riescono a resistere per più tempo. Settimana più, settimana meno. La speranza per il turismo e per chi vuole visitare il Nicaragua è davvero al limite dell’estinzione. Sempre più strutture stanno per chiudere a causa della mancanza di ingressi.

Chi ha i mezzi economici per resistere a questa crisi, sicuramente potrà vedere la ricrescita dopo la tempesta. C’è da dire che il paese, nel settore turistico, sta retrocedendo di decenni. La ragione fondamentale è che quando si passa per una crisi politica o sociale, le notizie internazionali, parlando del paese in questione, raccontano solo il negativo.

Una volta finito tutto, l’utente medio che cerca online troverà, tra i risultati della ricerca di Google, solo le notizie catastrofiche. Questo fino a quando influencers e viaggiatori top al mondo non faranno un giro da quelle parti. Un ricordo lontano che distruggerà il turismo in Nicaragua? Chissà. Spero tanto che i bellissimi posti in cui sono stato con mia moglie presto saranno condivisibili ancora un volta con i turisti di tutto il mondo.

La ricrescita comporta sacrifici ma può portare ottimi vantaggi economici a chi ne ha i mezzi e le capacità per farlo.

Si tratta solo di resistere fino alla fine della crisi e aspettare che si possa viaggiare di nuovo con tranquillità. Ti ricordo che il Nicaragua, prima dell’attuale crisi, era il paese più sicuro del Centro America.

Crisi politica Nicaragua 2018 – Conclusione

Dal 18 aprile 2018, il Nicaragua sta vivendo un delle più grandi crisi politiche mai avute nella sua storia. Il turismo ha subito grandissimi danni. Molti espatriati stanno facendo i piani per ritornare a casa o cambiare paese di residenza, se non lo hanno già fatto.

Hai mai pensato di viaggiare in Nicaragua? Lascia un commento per sapere quando il turismo sarà ripristinato completamente.

Foto in copertina: laprensa.com.ni

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